Gabriele Giacomelli, Professore di Storia della Musica, Conservatorio G. B. Martini, Bologna/Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze e organista

Musica riprodotta nei musei fiorentini, esperienze e progetti

L'allestimento di due mostre a Firenze nel 2006 è stata l'occasione per la realizzazione di specifici percorsi di ascolto storico-musicali. In entrambi i casi si è trattato non di musica dal vivo ma di musica riprodotta. Questa scelta ha permesso la fruizione da parte del pubblico di un vasto e variegato repertorio che spaziava dal concerto alla sinfonia, dall'opera alla musica da camera, altrimenti non proponibile dal vivo.
La prima mostra era ospitata a Palazzo Pitti, nella Palazzina della Meridiana e si intitolava Arte e Manifattura di corte a Firenze dal tramonto dei Medici all'Impero (1732-1815). L'idea di realizzare un percorso di ascolti che accompagnasse i visitatori attraverso le varie sale in un percorso cronologico, orientato ad assecondare l'itinerario espositivo, era scaturita dall'immagine scelta per la copertina del catalogo, il ben noto commesso di pietre dure conservato presso il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure, raffigurante La Musica su modello di Giuseppe Zocchi (1753). Dal momento che le opere esposte appartenevano a due periodi, trovando spazio in sale distinte, si è pensato di dividere i brani in due gruppi, destinando ciascuno di essi a ognuna delle due sale. In entrambi i gruppi la selezione dei brani è stata compiuta con l'intento di riproporre le musiche che si potevano ascoltare nella Firenze del tempo, dalle Sonate Accademiche di Francesco Maria Veracini ai Concerti di Pietro Nardini, dai brani haendeliani (fatti conoscere a Firenze da Lord Cowper) a quelli di Mozart ascrivibili al suo soggiorno fiorentino, fino alle opere di Paisiello, Spontini e Rossini messe in scena nei teatri cittadini.
La seconda mostra, ospitata presso la Biblioteca Nazionale Centrale, si intitolava Mozart a Firenze … qui si dovrebbe vivere e morire. In questo caso il soggetto era molto più circoscritto e si è trattato semplicemente di ricostruire i legami musicali del genio salisburghese con la capitale granducale, puntando in particolare sulla figura di un singolare personaggio, il marchese Pierre-Eugène-François de Ligniville, ministro delle poste granducali e compositore dilettante, che sottopose al quattordicenne Mozart complessi enigmi canonici da risolvere. Nell'unica sala in cui la mostra era ospitata si potevano dunque ascoltare la composizione più ambiziosa del ministro lorenese, il raro Stabat Mater e 3 voci in canone, oltre a note composizioni canoniche dello stesso Mozart.