Tomasella, Giuliana – abstract

La mostra di Tiziano a Ca’ Pesaro del 1935

Giuliana Tomasella

Università degli Studi di Padova

L’intervento vuole indagare genesi, fortuna critica e ricadute a livello scientifico della storica mostra su Tiziano tenutasi nel 1935 a Venezia e curata da Nino Barbantini, in occasione della quale venne stampato un ricco catalogo, redatto da Gino Fogolari, direttore delle Gallerie dell’Accademia e soprintendente all’arte medievale e moderna di Venezia. Il 1935 fu un anno particolarmente rilevante per la politica culturale del Regime, che cercava di accreditare l’Italia come modello di civiltà a livello internazionale, in stretta connessione con le mire di espansione coloniale: vi si tenne anche la grande rassegna De Cimabue à Tiepolo, allestita al Petit Palais di Parigi, in cui vennero esposte opere di grandissimo pregio e impatto (fra le quali ben sei di Tiziano) e che attirò un numerosissimo pubblico. La mostra monografica veneziana, pur inserendosi in un più ampio programma di strategia comunicativa, all’interno del quale va correttamente inquadrata, ebbe tuttavia obiettivi alquanto diversi rispetto a quelli eminentemente propagandistici della rassegna parigina. Riunì un corpus di cento quadri, diciannove disegni e trentasette stampe e costituì una tappa essenziale nello sviluppo degli studi, fornendo agli storici dell’arte l’occasione di ripensare nel complesso l’opera del grande pittore, di rivedere alcune attribuzioni e di precisare alcuni snodi cruciali del suo percorso. Come segnalò Rodolfo Pallucchini in una lunga e approfondita recensione, la mostra – oltre a segnare una svolta nella considerazione della produzione tarda, fino a quel momento trascurata – ebbe il pregio di mettere in luce la sostanziale “povertà” dei contributi critici moderni, inducendo “a porre all’ordine del giorno il problema critico dell’arte di Tiziano”.