Pezzuto, Luca – abstract

La mostra su Bartolomeo della Gatta ad Arezzo (1-12 ottobre 1930). Un caso di studio tra fascismo, connoisseurship e indicazioni di metodo

Luca Pezzuto

Università degli Studi dell’Aquila

Alla luce delle dinamiche patriottiche di promozione dell’arte nazionale e di affermazione del concetto di genius loci avviate dagli istituti fascisti durante il regime, di cui uno degli esempi più celebri è rappresentato dalla mostra su Melozzo da Forlì del 1938, andrebbe ri-contestualizzata e approfondita anche la prima esposizione monografica dedicata a Bartolomeo della Gatta. Un evento che si è tenuto ad Arezzo, presso l’Istituto Fascista di Cultura, dall’1 al 12 ottobre 1930, la cui organizzazione è stata curata dalla commissione ordinatrice composta da Mario Salmi, Ascanio Aretini e Alessandro del Vita, con la collaborazione della Brigata Aretina degli amici dei monumenti. Sebbene le istanze politiche siano state evidenti, questa mostra ha rappresentato l’occasione per rivalutare la figura dell’artista e monaco camaldolese all’interno del territorio regionale, aprendo per la prima volta ad un tentativo sistematico di ricostruzione dell’attività miniatoria di Bartolomeo. Il presente intervento, se da un lato intende analizzare la correlazione tra la realtà politica del tempo e gli orientamenti critici della mostra, dall’altro, tenterà una analisi dei rapporti di questa esibizione temporanea con i precedenti e successivi studi monografici, ma anche delle relazioni tra il metodo organizzativo adottato e i diversi modelli scientifici allora al centro del dibattito accademico.